Le domande a risposta sintetica dei concorsi – guida

I concorsi per Funzionario amministrativo
Le domande a risposta sintetica dei concorsi - guida

Le domande a risposta sintetica dei concorsi: guida alla preparazione

Spesso ci viene domandato cosa sone le domande a risposta sintetica e come ci si può preparare a questo tipo di prova. E’ un tipo di prova molto comune sia nei concorsi per laureati che in quelli per diplomati, e non è per niente facile. Qui abbiamo cercato di raccogliere le risposte alle domande più frequenti ed un pò di suggerimenti per la preparazione della prova

La Struttura

Si tratta di un numero limitato di domande (di solito non più di sei) in cui viene richiesta una risposta breve – intorno alle 15 righe – precedute o meno da una domanda a risposta multipla. Grosso modo, viene dato un tempo corrispondente a mezz’ora per domanda.

Benchè la struttura sia molto semplice, il tipo di prova non lo è affatto, proprio perché non sempre è facile fare una sintesi di un argomento ‘all’impronta’. Il grado di difficoltà varia poi a seconda delle materie, la redazione crea di solito meno difficoltà nelle scienze ‘esatte’, un pò di più se la domanda è di  diritto, economia, finanza ecc …

Ma perché risultano così difficili?

I motivi possono essere molti

  • Sicuramente le domande a risposta sintetica sono veramente difficili se si è acquisita una conoscenza ‘mnemonica’ della materia, che è poi quella che ci sembra  – ma non lo è – una strategia vincente per passare la prova a quiz. Qui invece abbiamo bisogno di una conoscenza concettuale – il che fa una bella differenza.
  • Perché è difficile essere sintetici soprattutto in una materia che è di per sé fortemente analitica, come il diritto – cioè in cui una risposta dipende spesso da una serie di fattori
  • Perché è facile cadere nella banalità e questo non aiuta a costruire una risposta che possa essere valutata positivamente
  • perché molti hanno semplicemente  perso l’abitudine a scrivere testi

Come fare allora?

La prima cosa da fare è questa: costruire una conoscenza concettuale della materia. Chiedersi come si è studiato e se del caso riguardare il programma chiedendosi … i perché giusti.

Immaginiamo che ci venga posta questa semplice domanda di Diritto Costituzionale:

“Tratti il candidato dell’elezione del Presidente della repubblica”

Se si è costruita una conoscenza solo mnemonica, verrà naturale riportare i vari passaggi ed i quorum richiesti dall’art 83 della Costituzione. Chiaramente non è sbagliato, ma è una risposta ovvia e poco significativa. Se invece lo studio è stato più concettuale, nella risposta sarà possibile inserire il perchè di quel particolare meccanismo di elezione, che mira ad aggregare attorno al presidente una maggioranza più estesa di quella che sorregge il governo, in modo da costringere alla scelta di un personaggio con un consenso più ampio. Il che in termini di valutazione fa la differenza.

La seconda cosa da fare è ovviamente allenarsi. Ma come? Immagina di essere dalla parte di chi deve correggere – cosa valuterà? In genere, che sia pertinente, completa, corretta. Se vuoi un riscontro sui criteri, cerca nei verbali di correzione e troverai che quelli effettevamente utilizzati sono di solito proprio questi.

Man mano che ti alleni scoprirai:

  • Che allenarsi ti sarà utiile anche per costruire una conoscenza della materia più coerente (e molto meno noiosa e arida) perchè sarai costretto a tornare sugli argomenti e guardarli con una prospettiva differente
  • Che 15/20 righe sono poche per raccontare tutto, ma sufficienti per dire l’essenziale
  • Che per essere pronto non devi sapere tutto, ma aver collegato tutto
  • Che per costruire una buona risposta, devi cercare in tutti i modi di essere chiaro

Facciamo un esempio?

Immagina che la domanda sia: “Tratti il candidato dell’eccesso di potere”. Ti dò tre possibili opzioni, tutte e tre corrette:

La 'nozionistica'

La L. 241/1990 stabilisce che l’atto illegittimo può essere nullo, nelle ipotesi previste nell’art. 21septies della legge, o annullabile, quando presenta uno dei vizi indicati nell’art. 21octies della legge. In particolare, i vizi di legittimità del provvedimento sono: incompetenza, eccesso di potere, violazione di legge L’eccesso di potere si concretizza in un cattivo uso del potere da parte della pubblica amministrazione. Perché si realizzi tale vizio occorrono tre requisiti:

    1. un potere discrezionale della P.A.,
    2. uno sviamento di tale potere,
    3. la prova dello sviamento

L’eccesso di potere si atteggia quale fenomenologia patologica dell’azione amministrativa nella quale l’organo, pur muovendo entro l’alveo formale della competenza attribuitagli dall’ordinamento, finisce per innestare sul procedimento un insieme di valutazioni – non sempre esplicitate né necessariamente riconducibili a parametri verificabili – che si traducono in una deviazione funzionale, si chè l’atto, pur serbando una parvenza di conformità alla legalità estrinseca, cela nel proprio sostrato motivazionale una disarmonia teleologica, sintomatizzata da anomalie istruttorie, incongruenze logico-argomentative o disallineamenti finalistici, tali da comprometterei la legittimità sostanziale dell’atto medesimo.

L’eccesso di potere è uno dei tre vizi di annullabilità del provvedimento amministrativo, sanciti dall’art. 21octies della legge 241/90. 

A differenza del vizio di incompetenza e violazione di legge, il vizio di eccesso di potere è tipico dei soli atti a natura discrezionale, e consiste infatti in un cattivo uso della discrezionalità amministrativa. Come sappiamo, la discrezionalità amministrativa consiste nel potere, conferito dalla legge alla PA in relazione solo ad alcuni provvedimenti, di attuare una valutazione comparativa degli interessi coinvolti dal provvedimento. Quando tale valutazione è condotta in modo errato, l’atto è affetto da eccesso di potere. Ciò può accadere per diversi motivi: non è stato adeguatamente valutato un interesse, si sono considerati esistenti fatti che non lo sono (o viceversa), la motivazione non rende chiaro il percorso logico della decisione ecc…

In ogni caso, l’atto affetto da eccesso di potere sarà annullato, non essendo possibile un provvedimento di secondo grado di tipo conservativo.

Nessuna delle tre risposte è sbagliata, solo che la terza è più leggibile della seconda e più concettuale della prima.

In ultimo, le cose da non fare

  • Non riportare i testi delle norme
  • Non dilungarsi inutilmente (basta l’essenziale)
  • Non citare giurisprudenza quando non strettamente necessario
  • Non inserire concetti che non si possono – per ragioni di spazio – in nessun modo spiegare

Buon lavoro!

Go to top