LA BUSSOLA DELLA DIFFICOLTA’
Ma quanto è difficile il mio concorso?
E’ questa una domanda che ci sentiamo fare spesso, e non c’è da meravigliarsi. Non è facile infatti districarsi nella giungla delle materie, dei tipi di prova, delle differenti procedure concorsuali. Per questo abbiamo inventato questa bussola della difficoltà, che ti permette di avere un’idea su cosa ti troverai davanti in termini di difficoltà della prova, strumenti e tempi di preparazione.
Abbiamo quindi classificato i concorsi in quattro categorie di difficoltà, tenendo conto di due alcuni fattori: la quantità delle materie, il tipo di prova, il livello di approfondimento richiesto.
Le quattro categorie sono:
- DIFFICILE
- MEDIO DIFFICILE
- MEDIO
- MEDIO FACILE
Qui di seguito puoi trovare un pò di suggerimenti utili per affrontare i diversi tipi di difficoltà:
Suggerimenti:
DIFFICILE
A questo tipo di concorsi bisogna avvicinarsi con realismo e senza approssimazione. Si tratta di procedure in cui il livello di approfondimento, la quantità di materie, la tipologia di prova sono particolarmente impegnativi.
La scelta dei testi è qui cruciale, ma lo è ancora di più l’autonomia di studio del partecipante. I testi sintetici possono essere uno schema di riferimento, ma è necessario un vero e proprio approfondimento ed una sedimentazione che richiedono tempo ed applicazione. Serviranno quindi testi più complessi ed aggiornati, quali quelli utilizzati nelle università
A meno che non si provenga da una preparazione già di per sé di alto livello almeno su una parte delle materie, è bene cominciare con largo anticipo, magari avendo a mente le edizioni precedenti dello stesso tipo di concorso. Molto spesso prevedono prove scritte con temi o quesiti; in questo caso preparare le preselettive a risposta multipla per provare è inutile.
Il contributo dei corsi qui può essere determinante ma non è mai realmente sufficiente: a questo livello di difficoltà conta la capacità del candidato di destreggiarsi nella preparazione in modo autonomo. Nessun corso può (e non deve – perché sarebbe deleterio) contenere tutto: ma può guidare in modo efficace ed indicare quali approfondimenti sono necessari.
MEDIO DIFFICILE
Sono i concorsi con materie multiple in cui il livello di approfondimento è oltre la conoscenza di base, come accade di solito nei concorsi per funzionario.
Per questi concorsi, i testi sintetici sono da una parte necessari, ma dall’altra non sufficienti. E’ consigliabile quindi avere qualche strumento di approfondimento (testi, corsi, ricerche fatte in proprio sulla rete) e partire da una conoscenza di base almeno di una parte delle materie.
Il tempo di preparazione è inevitabilmente più lungo, basta una combinazione di un paio di materie ‘grandi’ (amministrativo + civile; civile + commerciale; amavo più una parte speciale etc…), per mettere in difficoltà chiunque. Figuriamoci quando le materie diventano 4/5 (anche se ad un livello non troppo approfondito). E’ chiaro quindi che l’organizzazione della preparazione diventa un fatto cruciale. In generale è buona cosa cominciare da quello che non si è mai studiato o è troppo lontano nel tempo, ma poi arriva presto il momento di portare avanti molte cose insieme.
In questo tipo di concorsi il corso è necessario, organizza, facilita, sintetizza e velocizza lo studio e rende realistico arrivare alla prova con delle chances di superarla.
MEDIO
Si tratta di concorsi in cui la compresenza di più materie, anche se ad un livello di approfondimento non particolarmente alto, rende più difficile la preparazione. Sono spesso prove che prevedono due materie giuridiche o una materia tecnica ed una materia giuridica. Questo ha invitabilmente un impatto sia sui tempi che che sugli “strumenti” della preparazione.
In questa “classe” di difficolta la scelta dei testi non cambia rispetto alla precedente: vanno bene le sintesi ed i compendi, purché ci risultino chiari.
Il tempo di preparazione risulta inevitabilmente più lungo, e bisogna cominciare a fare attenzione a quello dedicato ad ogni singola materia. Oltre a questo, è importante capire se c’è o no una una sequenza giusta e una sbagliata. Si possono fare molti esempi:
- se il concorso prevede sia Diritto Amministrativo che Contabilità pubblica, la sequenza giusta è appunto finire amministrativo prima di cominciare contabilità perché altrimenti diventa scarsamente comprensibile
- se invece prevede Amministrativo e penale, che sia previsto o no è necessario avere almeno una conoscenza base di costituzionale prima di iniziare a studiare penale. Per questa ragione, nei nostri corsi insieme ad amministrativo trovate sempre le basi di costituzionale
- se prevede Amministrativo e Civile, si può cominciare da entrambe
- se prevede Civile e commerciale, è necessario cominciare da Civile
In questi casi l’utilità del corso è appunto quella di costruire il percorso corretto sia nella sequenza sia nella scelta degli argomenti all’interno delle materie, oltre al fatto che consente di avere una versione sintetica di un programma che comincia ad avere una certa ampiezza
Puoi trovare classificati come medi concorsi in cui la vera protagonista è una sola materia, magari abbinata ad una prova che indaga su specifiche abilità, come soft skills o prove logico attitudinali. Questo perchè il livello di approfondimento della materia principale (che sia giuridica,e conomica o tecnica) è già alto e la presenza della prova aggiuntiva richiede comunque un allenamento a parte.
MEDIO FACILE
Se il tuo concorso è medio facile, è perché prevede un numero limitato di argomenti ad un livello di approfondimento non particolarmente alto.
Chiariamo subito una cosa, siccome la materia di riferimento dei concorsi è l’onnipresente Diritto Amministrativo – che è di per sé difficile e molto lungo – nessun concorso è realmente facile. Ma è anche vero che nei concorsi di questo tipo la gran parte della fatica sarà dedicata quasi solo a quello, il che non è un vantaggio da poco.
I testi di riferimento per lo studio possono essere sia quelli editi ad hoc per il concorso dalle svariate case editrici (Simone/Edises/NDL ecc) sia i vari compendi presenti sul mercato. Chi ha avuto modo di studiare la materia all’università potra’ tranquillamente tornare sul proprio testo
Il tempo di preparazione dipende ovviamente dal retroterra del singolo partecipante: chi ha già fatto l’esame di amministrativo dovrà capire come trasformare la sua preparazione qualcosa di utile per una prova concorsuale, chI invece è proprio a digiuno dovrà costruirsene una.
Per questi ultimi, un paio di mesi è il tempo minimo per presentarsi alle prove con la speranza di passare.
Qui il corso è particolarmente utile per chi non ha mail avuto modo di studiare le materie del concorso, o per chi le ha studiate ma è passato molto tempo



